Sembra strano, ma non riesco a non pensare a lei. Sembra strano perchè credono che sia forte, sembra strano perchè sono stato il primo a dirlo, ma il primo a rinnegarlo, se pur nel silenzio. Sembra strano, per fortuna, sembra ancora strano. DDB

Monday, June 25, 2007

Un caffè e ne pago due, grazie

Ci vuole un attimo. Solo un attimo a volte per sconvolgere la considerazione che hanno di te, beh, considerando anche il pulpito in questione, che pur degno di rispetto, ben poco mi conosce. Ci vuole solamente un attimo di distrazione, o di cedimento, perchè una carezza si muti in uno schiaffo per non prender le sembianze di uno sputo. Ed è strano, perchè alla fine non dovrei neanche darle importanza, ma in realtà sento che mi fa male, e questo implica univocamente la sua valenza. E' probabile che questa inconscia valenza sia figlia della ben piu che sensuale vicinanza alla dolcissima compagna, è probabile, ma non ne sono pienamente convinto. Ovvio, la preoccupazione cresce al cedere delle nostre sicurezze, e nonostante ne abbia avute ben poche fin adesso, sembro averne sempre meno; un peso significativo grava particolarmente sulle influenze pseudofamiliari, che detto fra noi, sembrano evidentemente appese ad un filo. Amica, madre e sorella, ed io che vengo giudicato da una triade con due soli occhi, una sola bocca ed un solo cuore. Tuttavia capisco: mi rendo conto solo e sempre un attimo in ritardo delle conseguenze che semino nei dintorni, potevo starmene zitto, come ho sempre fatto, sorridere, come ho sempre fatto e ringraziare come ho sempre fatto. Tutta colpa di un intercalare proiettato al futuro, che nella più aulica sincerità, non aveva assolutamente nessun significato. Beh, sono deluso da me stesso, dispiaciuto e rammaricato, sullo stesso piano, un po sorpreso: dai sorrisi notturni al broncio pomeridiano, al giudizio "irrispettoso e maleducato".

Mi dispiace.

Un caffè e ne pago due, grazie.

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