Lisianthus
Entro in casa sua.
C'e' polvere, tanta polvere, disordine e cibo gettato sui tavoli. Non faccio in tempo a posare la mia valigia che ho gia un vetro di buon vino nella mia mano, e bevo, compiaciuto, e bevo. C'e' un amico in piu: dalle sue tasche saltano cubetti aromatizzati e ben sigillati in fogli di plastica. Decolla il primo trip, e bevo, decolla il secondo, e bevo, decollo con tutto il mio corpo e mi getto in sala prove, leggero come il vento, e contento.
Il sonno era evidentemente piu' congeniale, ho chiuso gli occhi ed ho guidato il mio subconscio, conosco il mio subconscio incoscente, cosi', si espande come un liquido radioattivo sulle mie cervella, cosi', sogno quello che voglio io, senza mai dormire, senza mai svegliarmi, e stancarmi.
Questa mattina sono stanco, mi sono svegliato senza asciugare le mie caviglie, senza pensare al verbo speso e sorpreso, sono partito.
Ho visto un angelo, affogare in un fiume d'avorio diretto al purgatorio, un angelo bianco e presuntuosamente assetato di sesso. Ha preso i miei occhi e poggiandoli sulla sponda del letto, si e'spogliata, si e' consolata ed ha rivestito il mio corpo di saliva e mela verde. Se n'e' andata, mentre il lisianthus gia perdeva l'ennesimo velenoso petalo bianco.
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