Sembra strano, ma non riesco a non pensare a lei. Sembra strano perchè credono che sia forte, sembra strano perchè sono stato il primo a dirlo, ma il primo a rinnegarlo, se pur nel silenzio. Sembra strano, per fortuna, sembra ancora strano. DDB

Friday, September 22, 2006

Avranno da dichiarare...

il suonatore di fili d'erba
spia le tue mosse dalla finestra,
il fiume di fronte
ha perso le sponde.

La collina dell'ave maria
raccoglie le urla della follia
la guerra dell'onore
la guerra del signore,

ma nel piccolo mese di maggio
nasce un fiore nel villaggio,
sorride ad ogni preghiera
d'un prete selvaggio.

persa da molto persa da tempo
guerra lampo guerra e frumento,
io non posso farvi capire
e farmi spiegare,

si e' coperta di pietre solari
la menzogna oltre quei mari
le torri del potere
e del terrore.

Gli ultimi naufragi
tecnologie e mandarino
avranno da dichiarare
guerra al vicino.

ingnari della battaglia
paese atto alla guerriglia
portatore di morte postino,
mio figlio, il secondino.

Steanoi Grotti - Avranno da dichiarare - 2006

Thursday, September 21, 2006

Il poeta delle saponette:

Tentero' la fagua, verso le sei della sera, dove galleggia Viareggio. Il poeta delle saponette, si, succhiera' le vostre piccole tette. E fuggiro' con una chitarra, una foglio bianco ed una penna. Nessun ministro dei polli potra illustrare la mia delucidita' civile, nessuna delucidita' nel mio umile cortile. La domenica successiva nella messa campagnola ascolteremo la predica signorile, ed io rispondero' con un gesto detersivo e schivo, tu, invece di cantare mi manderaii a cagare. Io canto per l'amore, canto per la sinistra vera, per la lotta e per il successo dell'insuccesso, canto per riscuotere il vostro cadavere illusionista d'utopia, canto per il vostro viso scuro, particolarmente pronto per il vaffanculo. Arpeggio di parole nelle botteghe contadine, arpeggio acceso da una lampadina illuminante un letto di barba innamorata dei delfini. Mi hanno chiamato uccellino, ed io mi sento come il vento, un canarino da combattimento. Volero' sui fili spinati del vostro muro e mi posero' a sbeffeggiare i vostri gas esilaranti e mentre vi batterete a muso duro, beh, tutti rideranno dietro il vostro nudo culo. Voglio vivere in una citta' e poter dar da mangiare agli aperitivi e poter dissetare il cibo, voglio correre dietro i funerali con le lacrime dell'onesta', salvare il salvabile ed infossare tutto il resto: la falsita'.

Stefano Grotti - poeta delle saponette - 2006

Wednesday, September 20, 2006

Insieme

I violini spuntano
dal profondo dell'oceano
e delfini danzano
sulle onde del gemito.

Tutto sembrava troppo,
e mi accorsi
che bastava allungare una mano
per sentire il mare bagnare la riva,
eri li, al mio fianco,
e non ti vedevo.

Quando vedrai i tramonti
gli organi del blues saranno ricordi,
quello che dirai
cadra' sulle orme della solitudine,
come le lacrime dell'inquetudine.

Quando tornerai,
allungheremo insieme la mano,
bagneremo insieme le nostre dita,
canteremo insieme la nostra canzone,
e vivremo insieme. Per sempre insieme.

Stefano Grotti - INSIEME - 2006

Monday, September 18, 2006

Solo ora capisco:

hei,
respiri ancora con quel soffice gemito felino
quando fai l'amore?

hei,
respiri ancora con quel sordo sforzo di vita
quando sei stanca?

e le tue pupille sono ancora bianche...?
e i tuoi occhi ancora socchiusi...?
Quando fai l'amore.

Quanto sei diversa?
ora, che ti vedo
sempre la stessa,
Quanto sei diversa?

Ora,
che che la superficie piu' viva
e la profondita' piu' istintiva
non conoscono tempo e morte,
quanto sei diversa?
Negli ignavi spazi ingannevoli e nemici di noi stessi.
Quanto sei diversa?

Ma solo ora lo sento,
solo ora capisco:

Sapevo cosa dovevo fare,
ma non sapevo di saperlo,
e non sapevo che l'avrei scoperto
quando qualcun'altro
gia lo stesse facendo.

E se agli occhi di tutti
io sono un buon sammaritano infelice,
e tu,
una puttana felice,
mi vergogno.

Nessuno sapeva eccetto tu,
ed io ignoravo,

come un egoista qualunque,

e mi rivedo, sbruffone, idiota.
e tu triste.
mi stavo allontanando
dalla superficie piu' viva
e dal profondo piu' istintivo,
in preda
agli ignavi spazi ingannevoli e nemici di noi stessi,
divenni aceto, bevendo vino.

e tutti sbagliano,
e che riposi in pace la mia vecchia reputazione,
adesso sono un figlio di puttana,
e che nessuno possa piu' giudicarti,
per quella che non sei,
perche' tu
eri splendida e sapevi volare,
io, solo un uomo,
potevo solo sbagliare.

solo ora capisco,
e' stata tutta colpa mia.

Stefano Grotti- Solo ora capisco - 18/09/06