Serpe
Serpe, sale indiscreta
viscida e cheta,
ghiaccia il collo
brivido infermo,
ed apre la bocca socchiusa
si ingolla la serpe soffusa,
scende come cibo sprezzante
la biscia nella gola antestante,
e soffoco senza la scelta
il corpo scivola dietro la testa,
cosi' morde, piccoli morsi,
cosi' il fegato il cuore sono morti
ma caldi rimangono ancora
e la serpe divertita mi divora,
fintanto che, sazia e ridente,
se ne scappa strappando il mio ventre.

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