Il poeta delle saponette:
Tentero' la fagua, verso le sei della sera, dove galleggia Viareggio. Il poeta delle saponette, si, succhiera' le vostre piccole tette. E fuggiro' con una chitarra, una foglio bianco ed una penna. Nessun ministro dei polli potra illustrare la mia delucidita' civile, nessuna delucidita' nel mio umile cortile. La domenica successiva nella messa campagnola ascolteremo la predica signorile, ed io rispondero' con un gesto detersivo e schivo, tu, invece di cantare mi manderaii a cagare. Io canto per l'amore, canto per la sinistra vera, per la lotta e per il successo dell'insuccesso, canto per riscuotere il vostro cadavere illusionista d'utopia, canto per il vostro viso scuro, particolarmente pronto per il vaffanculo. Arpeggio di parole nelle botteghe contadine, arpeggio acceso da una lampadina illuminante un letto di barba innamorata dei delfini. Mi hanno chiamato uccellino, ed io mi sento come il vento, un canarino da combattimento. Volero' sui fili spinati del vostro muro e mi posero' a sbeffeggiare i vostri gas esilaranti e mentre vi batterete a muso duro, beh, tutti rideranno dietro il vostro nudo culo. Voglio vivere in una citta' e poter dar da mangiare agli aperitivi e poter dissetare il cibo, voglio correre dietro i funerali con le lacrime dell'onesta', salvare il salvabile ed infossare tutto il resto: la falsita'.
Stefano Grotti - poeta delle saponette - 2006
Stefano Grotti - poeta delle saponette - 2006

0 Comments:
Post a Comment
<< Home