
Sembra strano, ma non riesco a non pensare a lei. Sembra strano perchè credono che sia forte, sembra strano perchè sono stato il primo a dirlo, ma il primo a rinnegarlo, se pur nel silenzio. Sembra strano, per fortuna, sembra ancora strano. DDB

Ritorno sul blog....:-)
Settembrina ed uggiosa serata,
Non mi conoscono. Tu rimani qua perchè non puoi restare lontano da tua madre e da me, non riesci a concepire un mondo senza di me. Prendiamo un aperitivo insieme. Vieni a cena con noi... Vieni a ballare con noi... Baciami, fermati, voglio baciarti, fermami, stiamo andando oltre, non l'ho tradito, ormai siamo grandi, sei l'unico che mi comprenda, fammi un cd con la vostra musica, vieni in negozio da me, vieni da me per il pc... sto attraversando un periodo particolare, non cercarmi piu.
Credete tutte di essere speciali, se non le uniche; ma alla resa dei conti quando noi bastardi vi alleviamo da noie, girate le spalle e fate le troie. tutte.
Ci vuole un attimo. Solo un attimo a volte per sconvolgere la considerazione che hanno di te, beh, considerando anche il pulpito in questione, che pur degno di rispetto, ben poco mi conosce. Ci vuole solamente un attimo di distrazione, o di cedimento, perchè una carezza si muti in uno schiaffo per non prender le sembianze di uno sputo. Ed è strano, perchè alla fine non dovrei neanche darle importanza, ma in realtà sento che mi fa male, e questo implica univocamente la sua valenza. E' probabile che questa inconscia valenza sia figlia della ben piu che sensuale vicinanza alla dolcissima compagna, è probabile, ma non ne sono pienamente convinto. Ovvio, la preoccupazione cresce al cedere delle nostre sicurezze, e nonostante ne abbia avute ben poche fin adesso, sembro averne sempre meno; un peso significativo grava particolarmente sulle influenze pseudofamiliari, che detto fra noi, sembrano evidentemente appese ad un filo. Amica, madre e sorella, ed io che vengo giudicato da una triade con due soli occhi, una sola bocca ed un solo cuore. Tuttavia capisco: mi rendo conto solo e sempre un attimo in ritardo delle conseguenze che semino nei dintorni, potevo starmene zitto, come ho sempre fatto, sorridere, come ho sempre fatto e ringraziare come ho sempre fatto. Tutta colpa di un intercalare proiettato al futuro, che nella più aulica sincerità, non aveva assolutamente nessun significato. Beh, sono deluso da me stesso, dispiaciuto e rammaricato, sullo stesso piano, un po sorpreso: dai sorrisi notturni al broncio pomeridiano, al giudizio "irrispettoso e maleducato".